giovedì 27 giugno 2019

RUSSI INDAGATORI IN ITALIA SULLA PRESENZA DI FORZE RUSSE-COSACCHE ETC. A FIANCO DEI TEDESCHI NEL 1944-1945- L' ABILE POLITICA RUSSA



RUSSI  INDAGATORI IN ITALIA  SULLA PRESENZA DI FORZE RUSSE-COSACCHE  ETC. A FIANCO DEI TEDESCHI  NEL 1944-1945- L' ABILE POLITICA RUSSA


INFORMAZIONE


Alcuni anni fa dei russi chiesero di incontrarmi in quanto interessati a conoscere ed accertare la verità sulla vicenda della presenza di forze  russe e cosacche collaborazioniste dei tedeschi nel nord Italia ed in particolare nel Friuli. Taluno indossava la divisa cosacca con gradi ad alto livello ma, come  seppi , mai aveva comandato un soldato. Era un modo per darsi lustro nel presentarsi e  fin qui nulla di strano. Dissero che erano collegati a un' Istituzione russa che aveva sede a Roma e mi esibirono   un documento probatorio ma,  allorchè parlai via telefono con la stessa , ebbi una sensazione di vuoto, che cioè si trattasse di  qualcosa che esisteva ma non esisteva. Trassi  l' impressione che mi trovavo di fronte a gente diversa dai veri cosacchi, caucasici od asiatici che io  conobbi in anni lontani. Ad ogni modo fui cortese con questi russi e cercai di aprire loro la strada alla  conoscenza di quanto gli stessi si proponevano e li presentai, per degli incontri costruttivi, a dei sindaci importanti allora in carica nel Friuli. Seppi che erano giustamente pagati per il lavoro che svolgevano, presumo da fonte ecclesiale,  ma tuttavia mi sfiorarono dei sospetti sul loro vero scopo, stante la mia lunga esperienza in vicende di servizi segreti. Nello scorrere del tempo taluno degli stessi tornò a salutarmi e mi pose delle domande la cui formulazione sembrò evidenziare  un atteggiamento diverso dal come si erano presentati al primo incontro.  Mi resi  conto che,  parlando a destra e a manca,  inevitabilmente i medesimi  erano incappati nei soliti  parolai  che, sfoderando le consuete frasi " vada da tizio o da caio che sa tutto" caddero in mano, nel Friuli o altrove, a  taluni   ciarlatani che li riempirono di fantasiose informazioni oppure  sfoderarono notizie e ritagli di documenti  contenuti nelle mie pubblicazioni editoriali o giornalistiche  senza fare il mio nome. Provai disgusto per averli  inizialmente appoggiati in buona fede.  Questi russi si proponevano varie iniziative, fra le quali di fare delle mostre, ma mi risulta che non fecero nulla. In realtà erano venuti solo per prendere ma non per dare. Per semplice osservazione, senza alcun intento di critica  negativa, non mi riuscì comunque, come già dissi,  di stabilire in definitiva quale veramente fosse il vero scopo della loro indagine.  Supposi infine  che, la fonte per  cui operavano,  fosse probabilmente Putin, stante il fatto che, dopo la loro ramificante ricerca in Italia, ebbi notizia certa che al generale tedesco Helmut von Pannwitz, comandante del famoso 15* Corpo di cavalleria cosacca a fianco dei tedeschi, dei cui sono delegato ufficiale per la storia, impiccato nell’ immediato dopoguerra  a Mosca come traditore assieme ad altri generali, sarebbe stato eretto in Russia un monumento,  riconoscendo in lui un eroe in quanto  idealmente avrebbe  sostanzialmente  combattuto  per una Grande Russia. Seppi inoltre dell’ altro e cioè che  un noto vescovo russo-ortodosso che esercitava la sua missione in Svizzera con vasto potere, sostenitore del passato collaborazionismo russo  a fianco dei tedeschi, erano stati ridotti i poteri. Si era quindi verificato qualcosa che, per determinati interessi ad alto livello, imponeva od aveva imposto una nuova   linea di comportamenti. Mi resi conto che le capacità di trasformismo russe, nell’ utilizzo ideologico in campo politico,  sono davvero sorprendenti e, in questo caso, mi sembra effettivamente di riconoscere l' abile  tocco della mentalità di Putin. Mi consultai con amici cechi e serbi,  intenditori di politica russa stante che, la Grande Serbia,  da sempre fu longa mano di Mosca. Apprezzarono molto le mie deduzioni e il mio spirito d' indagine e mi  dissero di attendere di andare avanti.... I serbi. cui sono legato da stretti vincoli di amicizia risalenti ai miei diretti rapporti con Dragoliub Vurdelja presidente della Comunità serbo-ortodossa di Trieste, di cui fui segreto fiduciario in vicende di estrema delicatezza, grande personalità  che fu  oggetto di alcuni attentati dell’ UBDA, la polizia segreta di Tito e decedette in conseguenza,  e Momcilo Diujjc, grande Voivoda serbo comandante dei “Cetnici legali”  affiancati ai tedeschi nell’ Adriatisches Kustaenland (Ajdussina  1944-1945),  si dichiararono d’ accordo con me riguardo la mia supposta  visione politica su Putin, il cui obbiettivo appare finalizzato a raggiungere un’ influenza strategica dominante su tutti i popoli  slavi, togliendosi d’ attorno vecchi  intralci sentimentali,   onde  fronteggiare i contrapposti futuri poteri. Avete capito bene ??!!


CARNIER PIER ARRIGO

POST SCRIPTUM


Pier Arrigo Carnier Giorni fa ricevetti una telefonata.da uno sconosciuto di cui non mi riuscì di capire il nome. Mi disse di essere un ricercatore credo dell' alto Friuli. ed accennò, se ho capito bene, al nome di Zovello, dicendo di desiderare un incontro con me onde conoscere la verità. Immaginai che si riferisse al fatto, da me diffuso via Internet, dei circa 15 cavalleggeri calmucchi, fatti prigionieri dai partigiani durante la ritirata cosacca lungo la val Gorto, il 2-3 maggio 1945, uccisi poi in un bosco alle falde del monte "Piz di Mede", abbandonando i loro corpi sul luogo senza sepoltura. Mi trovavo in ospedale, a causa di un' infezione dove passai nove giorni durissimi. Lì per lì mi balenò in mente lo sgradevole ambiente, per me di prevalenti discutibili inattendibili notizie frutto di taluni pennaioli avventuristi, di quando in quando comparso, mediante interviste. in trasmittenti TV ambientali e di cui non voglio nemmeno sentire parlare. Credo pertanto di avere detto istantaneamente, come consiglio, di tenersi fuori da una tale consorteria.. Saputo che mi trovavo in ospedale l' interlocutore disse che mi avrebbe richiamato dopo alcuni giorni, ma in realtà non si fece più sentire.. Forse era uno agganciato a tale consorteria. Di quando in quando ricevo anche messaggi con mittenti di comodo, pensando che io ci caschi, taluni fatti partire addirittura dall' estero, in cui mi si chiede delle precisazioni su particolarità storiche. consapevoli che io le conosco. E' tutta gente rannicchiata sotto le ali dei patrocinio politico della resistenza che ha anche messo a disposizione del denaro pubblico, buttato lì per incoraggiare ricerche..... Si tratta di sedicenti storici resi pubblici da un' editoria tenuta in piedi ugualmente da sussidi di pubblico. denaro.Questo l' effettivo andazzo, una specie di " dran, dran " di una cultura paesana che si barcamena entro i limiti ambientali. Forse sanno o forse no che io conosco e posseggo prove schiaccianti su quale fu la vera resistenza e sotto quale spinta politica su cui, in parte, ho scritto e pubblicato con fondata convinzione e con distacco da propensioni di parte.


mercoledì 26 giugno 2019

NETTA DIVERSITA' ETICO-STORICA TRA COSACCHI E CAUCASICI. RISPONDO ALL' INTERROGATIVO DI IGOR VASILENKO.




CARNIER PIER ARRIGO
NETTA DIVERSITA' ETICO-STORICA TRA COSACCHI E CAUCASICI. RISPONDO ALL' INTERROGATIVO DI IGOR VASILENKO.


Intervengo nell' interrogativo sulla diversità tra caucasici e cosacchi. Sono italiano, ma mia madre era figlia di padre ungherese (Ungarische vater) il che ha creato in me una propensione spontanea per le genti dell' est- Ho vissuto nel 1944-1945 in Carnia, inizialmente sotto il controllo dei Cosacchi dell' armata di Domanow, poi sotto il controllo del 2° battaglione del 1° reggimento della Freiwilligen Brigade NORD kAUKASUS al comando del generale Sultan Ghirei Klitsch, ultimo discendente dei Sovrani dell' Orda d'Oro: Sulla Brigata manteneva comunque sovranità assoluta la principessa Mariam Kergselize che io conobbi personalmente e della quale, come della Brigata, posseggo documenti rarissimi mai visti da alcuno e, riguardo i quali, per pubblicarli, mi garantirò con le possibili misure legali stante il fatto, di cui sono stato vittima (trattasi di una storia non ancora finita), che in Italia c'è una caterva di elementi pronti ad appropriarsi di quanto pubblichi e farsi grandi sulle tue fatiche. I Caucasici hanno una grande storia di eroismi trattati in senso trascendentale, staccata nettamente dai Cosacchi, come scrissi nel mio volume "L' Armata Cosacca in Italia 19441945", libro che il notissimo scrittore Carlo Sgorlon, mi permetto di dire, con un' ampia recensione sulla stampa italiana, giudicò di fondamento storico e mediatico essenziale, riguardo le vicende di guerra 1943-1945. Ora i Caucasici della Brigata, che presidiarono la Carnia nel 1944-1945 e in parte talune zone del Friuli, di religione musulmana, combattevano sotto il profilo ideale per la libertà del Nord Caucaso ed avevano , come emblema, la bandiera verde dei profeti. Ho un caro ricordo del comandante il 2° battaglione e di altri tra cui alcune belle donne, nonchè, in particolare, del barone Tomas Hibraim Kapitovic che, assieme ad altri, conviveva in casa mia e spesso mi parlava del Caucaso, delle tradizioni osservate con scrupolo e di Kislowoski, la sua citta. La vicenda cosacca si presenta in un' aureola diversa, molto complessa e carica di folclore nelle sue vicende storiche. Essa costituisce elemento fondamentale nei grandi eventi dell' immensa Russia, fu ispirazione di grandi scrittori ed è quindi punto di indubbio riferimento fra le vicende storiche di primo ordine. La storia dei Cosacchi è nettamente staccata da quella dei russi. I tedeschi riconoscevano nei Cosacchi l' origine nordica e li consideravano affini ai concetti razziali delle popolazioni tedesche. Mi fermo qui ritenendo sufficiente la delineazione che differenzia Cosacchi e Caucasici, sempre comunque a disposizione soprattutto per studenti universitari, che affrontano tesi di laurea trattando, in qualche modo, il vastissimo argomento. 26 giugno 2019
CARNIER PIER ARRIGO

Александр Кобин
Интересно почему кавказцы отделяют казаков от русских, а большинство русских- нет?






























sabato 22 giugno 2019



COLONNELLO  COSACCO  PAVLOW, ASSASSINATO A NOVOGHRUDOK-BARANOVICHI  SU CUI HO RIFERITO SU L' ARMATA COSACCA, IN BASE A DICHIARAZIONI,  a pagg. 30-31

Денис Романов ha condiviso un post.


VERSIONE DI DENIS ROMANOW


75 anni fa, il 17 giugno 1944, un simile ataman dell'esercito del don, il colonnello Sergei Vasil'Pavlov venne ucciso in circostanze eccezionali.

La tragedia si è verificata nella zona del villaggio bielorusso di omneviči, e i dettagli della morte dell'eroico leader cosacco sono ancora sconosciuti. La sua lealtà verso il popolo cosacco e l'onestà diretta non erano adatte a troppi. La morte di sergei vasil'divenne un colpo pesante per i cosacchi che amavano il loro ataman.

L' intera vita del don eroe era dedicata alla lotta contro il bolscevismo. Dopo aver superato la prima guerra mondiale, non ha nemmeno avuto dubbi quando era il momento di combattere il nemico interiore. Paolo stava combattendo eroico, ha passato il cammino dal confine cosacco al comandante del "Cosacco" e all'aviazione dell'esercito don. Allo stesso tempo, c'è stato un successo dell'occupazione di bolʹševickih.

Dopo l'esodo russo, l'ufficiale dell'esercito Paolo rimase su don, dove si nascondeva dai chasteners fino all'arrivo dell'esercito tedesco, dopo di che ha continuato la sua lotta. Per eroismo e grado di comando, fu eletto come atamanov ambulante delle truppe del don. Fino alla fine gloriosa, è rimasto al suo posto, mantenendo la sua fedeltà a kazan.

Nel suo ritiro, ha continuato a svolgere un ruolo cruciale nella vita e nella lotta del popolo cosacco. Ha organizzato il évvakuaciû non solo degli scaffali regolari, ma anche decine di migliaia di rifugiati, che li hanno salvati dall'inevitabile massacro, ha creato il cosacco stan e l'insediamento in Bielorussia.

Tutto questo ha spaventato non solo i bolscevico, ma anche gli alleati che avevano paura dell'indipendenza dei cosacchi, che, contrariamente alla propaganda bolscevico, hanno combattuto non per Hitler, ma per la Russia senza il bolscevico ed erano pericolosi per i leader nazionali, i I politici bielorussi non ne sono stati entusiasti.

Il 17 giugno 1944, il proiettile di sconosciuto a noi uccise la vita dell'eroe nazionale cosacco. Secondo la versione ufficiale, fu ucciso dalle forze politiche bielorussi, che presumibilmente lo avrebbero preso come partigiano, cosa che era quasi impossibile e già in quei giorni diceva che era un'operazione speciale dei servizi di sicurezza bielorussi, che avevano paura di ataman a Trema tra le sue ginocchia. In un modo o nell'altro, il ricordo dell'ataman pavlova è vivo nei nostri cuori e vivrà per sempre.

Dopo questa tragedia, il capo supremo del popolo cosacco, Peter Nikolaevic Red, per suo ordine personale, rese l'ataman pavlova postumo in generale.

Regno dei cieli, gloria nemerknuŝaâ e memoria eterna all'eroe del popolo cosacco, l'ataman ambulante delle truppe di Don Sergej Vasil'.

Denis Romanov.

MIA VERSIONE



Cari lettori mi permetto di aggiungere, nella veste di storico, quanto di  mia conoscenza sull' assassinio del colonnello cosacco PAVLOW, avvenuto a Novodrudow-Baranovichi nella Bielorussia

Commenti


  •  Egregio Denis Romanow, riguardo il colonnello PAWLOW negli anni settanta (1970) parlai a lungo in Austria coi cosacchi superstiti sfuggiti alla consegna, che mi rilasciarono dichiarazioni scritte ed anche col generale Grigori Glaskow riguardo l' assassinio del medesimo a Novogrudok-Baranovichi. A me risulta che a sparare un colpo di pistola alla testa di Pavlow, durante un finto contrattacco a partigiani bielorussi, fu l 'attendente del colonnello Domanow per cui gravi sospetti gravano sul medesimo quale mandante, che poi assunte il comando delle forze cosacche e, nel 1944, giunse con le stesse in Italia. Domanow, per quanto di mia conoscenza, fu  il mandante dell' uccisione di   Pavlow. 22 giugno 2019 -

Nota
Ho ampie testimonianze scritte sull' uccisione del colonnello Serghei Vasilievic Pavlow. A  pag. 31 del mio volume "L' Armata Cosacca in  Italia 1944-1945" sta scritto : " Domanow, con meraviglia di tutti, non arrestò il suo attendente. Provvide, invece, all'arresto immediato di un attendente di Pavlow e della di lui moglie. Quindi ordinò la loro fucilazione, che fu eseguita rapidamente all' alba successiva, col chiaro scopo di eliminare testimonianze a lui sfavorevoli-"

martedì 4 giugno 2019

DOCUMENTO UTILE PER UN GIUDIZIO SULLA RESISTENZA 1943-1945


DOCUMENTO IMPORTANTE PER UN GIUDIZIO SULLA RESISTENZA 1943-1945

Ho ricevuto in omaggio da Gian Franco Stella, dottore in lettere e saggista dell' area cattolica , tramite un amico di Corno di Rosazzo, Pussini Francesco, la riedizione recente del marzo 2019 (prima edizione ottobre 2018), del libro dal titolo "COMPAGNO MITRA" di indubbio rilevante interesse, pagine 606, quale assunto delle atrocità partigiane su piano nazionale nel periodo 1944-1945 con successivi strascichi, prova eloquente del bagno di sangue provocato dall' insurrezione verificatasi come conseguenza del crollo del fascismo e dell' armistizio separato dell' Italia con gli alleati vincitori, del settembre 1943.
Senza dubbio il libro è un assunto probatorio a conferma che, la resistenza, fu evento insorgente assolutamente privo di amor patrio e ricerca di libertà, nato come forza trainante su spinte di sfogo dei più bassi livelli sociali, coperto dagli slogan del vecchio schema comunista, ma nei fatti fuorviante in un' interminabile successione di azioni criminali descritte nel volume, in certa parte coperte poi da amnistia.
Pur confermando dal mio punto di vista che, la resistenza, nel suo intrinseco contenuto, sgravata dal grondante fardello di delitti fuorvianti descritti nel libro, in certa parte puniti, resta prova intesa a stabilire fini di giustizia ed equità, escluso ogni altro attributo di attenuazione inventato da sedicenti storici agiografici, l' assieme dell' enorme elencazione delittuosa descritta nel libro offre, in ogni caso, motivo di riflessione e profonda inesorabile condanna. Fatta qualche eccezione su alcuni punti quali ad esempi il caso Toffanin Mario "Giacca", su cui dissento, ma tralascio qui di esporre delle precisazioni, il volume è senz'altro documento di essenziale rilevanza per un giudizio storico degli eventi che caratterizzarono il periodo post fascismo 1943-1945 ed oltre.
4 giugno 2019 CARNIER PI

4  giugno 2019                                       CARNIER PIER ARRIGO


lunedì 3 giugno 2019



 IMMAGINE DI IMMIGRANTI ITALIANI IN ARGENTINA, TRATTA PER CONDIVISIONE DAL SITO DELLA MIA CARA AMICA JUANA RAMONA CARDOZO DI BUENIS AJRES ,



L'immagine può contenere: 14 persone, persone che sorridono, testo

domenica 2 giugno 2019


Corrispondenza interessante con un caro amico cosacco che vive in Croazia nella giornata di ieri, 1° Giugno 2019, coincidente  con l' annuale celebrazione della Tragedia cosacca della Drava del giugno 1945.

Messaggio da German Viktor dalla Croazia: Hi, Pier Arrigo! Today is day martiros of cossacks!!

Mia risposta : Ich bin gelebt in 1944-1945 bai Bataillon der erst regiment Freiwilligen Brigade Nord Kaukasus in Karnisces Alpen....und ich habe bekannt Ataman general Kosaken  Wiaceslaw Naumeko  und General Grigori Glaskow.   Carnier Pier Arrigo.


Messaggio da German Viktor. Caro amico Pier Arrigo.  Quasi tutti gli ufficiali cosacchi e caucasici furono fucilati dai bolscevichi in Austria. Evitare l'emissione del generale Kononov. Nel 1953, combatté con il maggiore Ostrovsky nella Corea del Sud, dove l'attacco di cavalleria notturna mise in fuga migliaia di cinesi rossi. Il generale Kononov è considerato un eroe nazionale della Corea del Sud. C'è un cinegiornale su questo. Fu   distrutto dai bolscevichi in Australia. Fine della conversazione in chat.

Mia risposta.  Caro German mi hanno  fatto molto piacere queste tue notizie su Kononow ed Ostrovsky di cui conosco perfettamente il loro curriculum. Di  Kononow mi parlò a lungo il Polkovnik mio amico Nikolaj Nazarenko, genero dell Ataman generale del Kuban Wiaceslaw  Naùmenko, che nel 1944  fu a Cavazzo Carnico assieme alla figlia Natalia, quale autorità al vertice dei cosacchi del Kuban e che poi passò in Germania al comando di cosacchi sotto la guida di Andrei, Andrejevic Wlassow.  Naumenko mi volle al suo fianco, nel dopoguerra, durante un sopralluogo in Austria, nell' Osttirol e sud Carinzia, sui luoghi della famigerata consegna dei cosacchi ai sovietici,  essendo io testimone avendo visitato quei luoghi dopo il fatto e parlato a lungo coi superstiti che si trovavano alloggiati nella baracche di un lager della Wehrmacht alla periferia sud di Lienz.
Prendo atto di quanto mi dici sugli ufficiali cosacchi dell’ Armata di Domanow e del 15* Corpo di von Pannwitz ma non mi risulta, come dici, che quasi tutti siano stati fucilati in Austria. Trecento ufficiali sono stati eliminati, dopo la loro consegna dai britannici alla polizia sovietica a Judenburg, in una zona mineraria della Stiria. Di questo sono certo avendo condotto di persona indagini  accurate nella Stiria e  rintracciato  anche un teste e varie voci di conferma. e fui io a darne notizia sulla stampa ed anche nel mio volume “L’ Armata cosacca.....”. Ma la massa degli ufficiali fu deportata dopo il tradimento di Spittal an der Drau  ( 1 ) con un viaggio separato dalla massa. Parlando con alcuni dei deportati rientrati in Germania dopo undici anni di prigionia in Siberia, fra i quali Alexjej Protopopov Ritter ed altri, ciò che tu dici non risultò. Comunque ne riparliamo, fammi sapere il nome di qualche testimone o se esiste qualche testimonianza scritta.
Mi sorprende molto quanto  mi riferisci su Kononow  evidentemente sfuggito alla consegna ai sovietici assieme ad Ostrovsky. Fammi sapere come ciò può essere avvenuto. Grazie molte.


2 giugno  2019            CARNIER  PIER  ARRIGO



(1) * Tradimento di "Spittal an der Drau". Si tratta di un vergognoso tradimento su cui ho tutti i dettagli. All' alba di fine maggio 1945 il maggiore britannico Davies annunciò negli accampamenti, posti tra Oberlienz ed Oberdrauburg, l' ordine del maresciallo Alexander diretto agli ufficiali di prepararsi per ascoltare, a Spittal an der Drau, centro della Carinzia posto più a sud, una sua conferenza. L' ataman generale Krassnoff consigliò tutti gli ufficiali di mettersi in ordine indossando la divisa di gala (la divisa per le parate). Mediante colonne di autoveicoli britannici la massa degli ufficiali fu quindi trasferita a Spittal an der Drau, e qui, anzichè ascoltare la conferenza di Alexander, ebbe luogo il loro arresto in massa. La disperazione che colse gli ufficiali, molti dei quali gloriosi pluridecorati ex zaristi, dette luogo nella notte a diversi suicidi fra i quali quello del generale Silkin. L' arresto degli ufficiali spianò la strada alla forzata consegna dei cosacchi, forze militari dell' armata e decine di migliaia di profughi civili, operazione affidata a contingenti della brigata ebraica ( Jevis Brigade) fatti arrvare dalla val Canale (Tarvisio Ugovizza etc) .Conservo memoria di testimonianze di atroce violenza nella consegna. Spesso alle riunioni celebrative cui partecipai in anni lontani del dopoguerra a Lienz, come unico italiano, gli incontri coi superstiti che rievocavano la violenza della consegna, provocavano momenti di profonda commozione

 4 giugno 2019   

CARNIER PIER ARRIGO, delegato ufficiale per la storia, del 15* Corpo di cavalleria cosacca del generale Von Pannwitz, che, nel 1943-1945, combattè nei Balcani.


Post Scriptum

Carissina Elettra il testo che hai letto è stato da me integrato per dire all' amico German Viktor kovalenko che gli ufficiali cosacchi e caucasici circa 4.500 non son stati affatto tutti fucilati in Austria. La massa degli ufficiali su cui sono documentatissimo è stata deportata con un viaggio separato dai soldati e profughi civili che venivano al seguito. Poco dopo la consegna da parte dei britannici alla polizia sovietica a Judenburg nella Stirja, trecento ufficiali furono realmente fucilati e affossati in una zona mineraria della Stiria. Mi vengono i brividi a ricordare che. durante le mie ricerche gli austriaci non volevano parlare e, se mi dicevano qualcosa, mi raccomandavano il segreto. Ma mi riuscì di sapere. Erano anni in cui anche in Austria regnava un clima di forte influenza del potere sovietico. Carissima Elettra io veramente ho fatto ricerche, anche in Cecoslovacchia, Ungheria, Jugoslavia in questo caso con appoggi segreti, credimi. Talvolta quando leggo certe sciocchezze di pennaioli,che vivono nella bambagia sotto le ali del potere politico mj cadono le braccia e per reazione istintiva mi verrebbe voglia di metterli al muro.....Un fortissimo ma delicato abbraccio,


CARNIER PIER ARRIGO

sabato 1 giugno 2019



AFFIORA LA VOLONTA' DI RENDERE MEMORIA ALLA STRAGE DEL CENTINAIO DI COSACCHI, FRA I QUALI DONNE BAMBINI, MASSACRATI SULLE MONTAGNE DI
 AVASINIS VERSO FINE APRILE 1945-


E' venuto ieri ad incontrarmi, a Porcia, nella veste latore di un' associazione di volontari civili un signore che, saputo attraverso le mie pubblicazioni rafforzate da comunicati via internet letti in America , Russia, Germania..., del criminale massacro del centinaio di cosacchi abbandonati poi senza sepoltura, noto alla Magistratura e su cui dispongo di documenti e di una’ importante dichiarazione firmata dall' interprete AUGUSTA VENTURINI KOZLOVA Nella stessa la KOZLOVA dichiara di avere assistito il parroco, don Fancesco Zossi, garante in buona fede il quale, al momento della resa proposta dai partigiani ed accettata, assicurò che i cosacchi non sarebbero stati consegnati ai sovietici ma ai vincitori alleati in arrivo.I prigionieri cosacchi furono invece massacrati nella zona montuosa ad ovest di Avasinis.
L' incaricato venuto a parlare con me, di cui indico le inziali (P.F.)mi  chiese di conoscere i luoghi del massacro sui quale si vorrebbe collocare una degna croce o comunque qualcosa di memorizzante. Sulla base di miei documenti ho dato quindi i  nomi rilasciatimi a suo tempo dal capo partigiano GAP, Giovanni Venturini "Fontana" e cioè:  località "Tarantan" - "Gadoria", aggiungendo due altri nomi  e precisamente "Cianal" , "Pecolatz etc." sulla base di altro valido documento in mio possesso.Naturalmente i proponenti seguiranno l' iter necessario con  rispetto alle norme per realizzare tale proposito.C'è quindi un risveglio inteso a rendere memoria alle vittime dei  massacri  partigiani riguardo i qualiè persistita costantemente una volontà omertosa.

1 Giugno 2019                                     CARNIER PIER ARRIGO