COMUNICATO
Ho motivo di estendere la conoscenza della
vicenda umana che qui di seguito vengo a esporre che assume, sotto il profilo
storico il senso di un nobile simbolo, alle associazioni cosacche
esistenti nell’Austria, Germania , Serbia , Slovenia, Slovacchia, Francia, Gran Bretagna, Canadà, Stati
Uniti ed ovviamente alle forti organizzazioni cosacche dell’ Ucraina e Federazione Russa intese a patrocinio della tradizione e della storia, oltre a
chi abbia interesse e sensibilità per le argomentazioni
storiche.
“RAGAZZO DELLA
STEPPA”
Nel camposanto del capoluogo di Romans d’Isonzo, in provincia di Gorizia (Italia), fu sepolto nel gennaio 1944 un giovane soldato di origine mongola appartenente alle forze collaborazioniste dei tedeschi con distintivo sulla manica del braccio sinistro che indicava l’organizzazione militare e l’etnia di appartenenza.
Complessivamente le forze collaborazioniste riunite in primarie unità quali l’Armata cosacca, l’Armata Russa di Liberazione, il 15 Corpo di cavalleria cosacca, la 162° Divisione Turkestan, il Corpo Russo di Sicurezza in Serbia, l’Unità calmucchi,la Legione georgiana, varie Forze bielorusse e molteplici altre organizzazioni minori, battaglioni autonomi e
flottiglie di reparti, ammontavano ad oltre un milione e mezzo di
combattenti.
Complessivamente le forze collaborazioniste riunite in primarie unità quali l’Armata cosacca, l’Armata Russa di Liberazione, il 15 Corpo di cavalleria cosacca, la 162° Divisione Turkestan, il Corpo Russo di Sicurezza in Serbia, l’Unità calmucchi,
Si tratta di forze che rientravano nel
disegno di un grande rivolgimento, inteso secondo la visione tedesca a
consolidare l’Europa sotto la guida germanica, allontanando le plutocrazie
occidentali (Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia) e dando alla Russia una
diversa strutturazione. L’argomento è vasto ed io ne ho tracciato solo la linea
essenziale.
Il corpo del
giovane soldato di origine mongola, privo di vita, venne rinvenuto ad ora
mattutina, un giorno di gennaio del 1944, riverso su un marciapiede di
via Latina a Romans d’Isonzo, dove sussisteva la presenza di forze tedesche e
collaborazioniste. Aveva il corpo trapassato da un proiettile, ma ne
ignoro la precisa causa, se cioè dovuto a un colpo d’arma
accidentale partito tra commilitoni o sparatogli intenzionalmente da
taluno appartenente a o fiancheggiatore della già esistente organizzazione
partigiana antitedesca. Non mi
pronuncio quindi sulla causa. Già comunque molti anni fa un’organizzazione di
ricerca formata da giovani di Romans, qualificatasi “SCUSSONS”, prese contatti
con me in quanto interessata a recepire informazioni sull’organizzazione delle
unità collaborazioniste russe per cui conobbi questa storia del giovane
combattente mongolo, che toccò la mia sensibilità di uomo, sepolto senza
conoscerne il nome in un angolo del cimitero di Romans. Seppi naturalmente che
sulla tomba fu collocata una lapide con l'epigrafe “RAGAZZO DELLA STEPPA” su
cui c’è sempre, da gran tempo, chi porta dei fiori, riconoscendo in questa
immagine del giovane ignoto l’identificazione ideale di altre vite di giovani e
non, stroncate dalla guerra e sepolte, in circostanze analoghe, senza
identificazione (Nota n.1).
3 novembre 2015
PIER ARRIGO CARNIER
Nota n.1
Sento il dovere di precisare che, In occasione alla recente celebrazione dei defunti, del 2 novembre, l'amico triestino Andrea Di Natale, che ringrazio, ha rinnovato in me il ricordo di questo giovane ignoto inserendo nel mio diario un’ interessante nota sull’argomento, con foto che ritrae dei cittadini di Romans d’Isonzo sul la tomba del “RAGAZZO DELLA STEPPA ” (autore Edo Calligaris).
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