domenica 11 giugno 2017

TARCENTO- ieri 9 giugno, presentato in via Julia 13- sede bibliotecaria della città, il volume “ COSACCHI CONTRO PARTIGIANI”.


                                         FOTO DELLA PRESENTAZIONE.
L' autore PIER ARRIGO CARNIER con a fianco BEATRICE FOLLADOR, assessore alla cultura.

Ha avuto luogo ieri, 9 giugno,con inizio alle 17,30 la presentazione del mio ultimo volume, edito di recente dalla Mursia, dal titolo “Cosacchi contro Partigiani” nella sede bibliotecaria della città. Mi permetto di ricordare che, nel mio precedente volume “L’Armata Cosacca in Italia 1944-1945”, edizione ampliata Mursia 1990, per quanto concerne la situazione dei cosacchi insediati a Tarcento e dintorni è accuratamente riferita.
L’introduzione del volume, presente l’assessore alla cultura Beatrice Follador, è stata trattata con evidente, gradita competenza dal relatore dott. Bruno Bonetti, bibliotecario responsabile della città, con la citazione in premessa, sotto il profilo biografico, di miei interventi in campo internazionale su rilevanti vicende storiche talune in sede processuale. Ha pure ricordato il mio ruolo nella veste di procuratore irrevocabile, con delega da fonte della Federativa iugoslava, per gli accertamenti e responsabilità sull’assassinio, in Carnia,del  capo partigiano Mirko (Arko Mirko) e della sua compagna Katia (Gisella Bonanni). Giustamente il relatore ha poi rilevato che, il volume, pur partendo da fatti accaduti nel Friuli occidentale, va ampiamente oltre entrando nel vivo di vicende storiche e, passandomi la parola, ha accennato alla mia presa di posizione sui contenuti del programma dell’organizzazione partigiana Osoppo (don Moretti). L’argomento come mi aspettavo, ha dato luogo a un intervento basato, a mio giudizio, su motivazioni inconsistenti e speciose a me già note e contestate, forse suggerite da qualche fonte di parte, ed al riguardo ho fermamente precisato che la mia presa di posizione sul programma osovano fu e rimane motivata e sostenuta , sotto il profilo storico, da testimonianze italiane, tedesche ed altre talune, del resto, prodotte anche nel volume quale prova di grave riprovevole alterazione di fatti.Ho anche aggiunto, a proposito dell’ Osoppo, di aver diffuso via Internet in data 29. 04 .2017 copia di un documento originale ineccepibile di rilevante importanza ai fini di una valutazione storica,dove risulta che, in data 20.03.1945, il Questore di Udine comunica al Prefetto : "Nota fonte confidenziale informa che da parte della brigata "Osoppo" è stato chiesto altro bombardamento terroristico su Udine". Lascio quindi ai lettori la deduzione di giudizio.
Il dibattimento è poi proseguito con interesse, con risposte da me date credo esaurientemente su domande rivoltemi dal pubblico. E stata pure da me illustrata la sempre interessante figura dell’atamano generale cosacco PIOTR NIKOLAEVIC KRASSNOFF, con la precisazioni riportate nel volume,  della sua destituzione dai poteri di comando sull’Armata cosacca, passati definitivamente al generale Domanow. La rimozione dal comando si verificò il 14 febbraio 1945 ad Artegna, due giorni dopo il suo arrivo a Gemona da Berlino, assieme alla consorte Lidia Fedeorovna. Krassnoff insedio la sua sede a Villa di Verzegnis, in Carnia, strettamente vigilato su disposizione tedesca, per ragioni che qui tralascio di esporre, per cui tenne un comportamento rigorosamente riservato evitando assolutamente contatti e colloqui con civili ed altri non facenti parte al suo entourage. Ritengo necessarie queste precisazioni, nella definizione della figura dell’atamano da consegnare alla storia, onde sfatare talune scialbe fantasie. Perdonatemi se mi fa piacere far presente che, per ascoltare la presentazione avendo appreso notizia dalla Televisione regionale, scese dall’alta Carnia la giovane signora Antonietta Teon, pronipote del famoso patriarca delle montagne, cav, Antonio Zanella “Ors di Pani”, alla cui memoria resto legato non solo da profonda reciproca amicizia e stima, ma quale testimone del suo assassinio assieme alla figlia Maria, nella nevosa notte sul 5 marzo 1955.
Sono consapevole che i contenuti del libro “Cosacchi Contro Partigiani” sintesi per certi versi di molte esperienze e lontano da ogni tendenza agiografica, affronta senza preamboli la collocazione delle vicende storiche nella loro effettiva realtà. Nelle presentazioni o conferenze prossime e future in materia mi aspetto quindi, come norma, momenti d’ impatto e discussione, il che è positivo essendo prova che la vecchia scuola di compiacenze e falsità intellettuali, germinata da velenose vecchie consorterie, si sente aggredita e da qualche tempo comincia a perdere colpi.
10 giugno 2017                              
                                                    PIER ARRIGO CARNIER






La presentazione mi ha lasciato soddisfatto per quello che ho potuto dire. Le mie sono presentazioni costruttive di fatti e vicende se capita senza cuscinetti ammortizzatori. Mi piace l'attrito che creano certi fatti che certa società vorrebbe fossero taciuti, ma io amo stare al fronte, sono sempre stato al fronte. MI è piaciuta molto Beatrice Follador, assessore alla cultura, mi sono piaciute alcune domande dei convenuti che ti fanno capire cosa sta al dilà dei tuoi pensieri, il che ti fa ragionare e valutare, mi ha reso felice l'imprevista presenza di Antonietta Teon, venuta giù dalle montagne della Carnia per ascoltare quello che avrei detto e la ringrazio pubblicamente.







venerdì 2 giugno 2017

ANCORA A PROPOSITO DELLA REPUBBLICA DELLA CARNIA 1944


COMUNICATO STRAORDINARIO

Da diverso tempo, verificando la statistica del mio sito Blogger, noto che  il mio post dal titolo CARNIA 1944- UN' ESTATE  DI  LIBERTA'  la cui stesura consta di 36.706 battute, diffuso il 7.08.2013   e  riproposto recentemente quale  intervento correttivo riguardo i contenuti del DVD  di identico titolo , diffuso il 12 ottobre 2013 per iniziativa  di ente universitario della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, tiene costantemente banco. Sinceramente ritengo che l'interesse sia dovuto al fatto che, le precisazioni da me formulate con intento correttivo, costruttivo e non polemico, abbiano  aperto gli occhi a molta gente.

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Ed  ora vengo al punto. C’è qualche fonte che, oggi ancora, puntando sul fantomatico slogan Repubblica della Carnia 1944  accamperebbe  motivazioni per stimolare la ricerca delle radici di libertà e democrazia. A pagina nr.38 del mio volume”L’ Armata Cosacca in Italia 1944-1945”, nel riferire  sulla proclamazione da lato partigiano, con motivati dubbi, della “Zona libera della Carnia e dello Spilimberghese”, indicativa di  una fascia di comuni nella Carnia nord occidentale con esclusione del capoluogo di Tolmezzo,  precisavo che : Essa cercò di allacciare rapporti col Governo de Sud, e decretò tra  i suoi primi provvedimenti – inattuati – nel parlamento ampezzano, la requisizione di tutti i beni della Carnia e la loro ridistribuzione, andando oltre, per certi aspetti alla stessa riforma agraria di Lenin”. Inequivocabilmente  il dispositivo faceva parte della tematica  comunista, così  come il clima partigiano predominante  era di sinistra, comunista filostalinista o, in ogni caso, progressista. La Giunta di Governo della pretesa Repubblica della Carnia non ebbe approvazione dal Governo del Sud. Il menzionato provvedimento, assieme ad altri rimasti sulla carta, furono sfornati , come se la Carnia fosse uno “status” di  fatto legalizzato una specie di San Marino, nel clima allucinante che precedette i grandi rastrellamenti tedeschi. Sono assolutamente   prive di credibilità e fondamento le affermazioni enfatiche che si pronunciano, mediante conferenze, in sedi scolastiche od altrove, sostenendo con falsa ingenuità o per mancanza di appropriate cognizioni, la ricerca delle radici di libertà e democrazia laddove, sulla base dei fatti, nulla del genere esistette. Semmai, sotto il profilo storico, anche se il leader Palmiro Togliatti "Ercoli", con la svolta di Salerno dell’aprile 1944, sulla base di istruzioni avute da Stalin aveva appoggiato la creazione del C.L.N. ammettendovi la rappresentanza delle varie correnti politiche, è noto e sostenibile che, in ogni caso, intendeva  che la muova Italia fosse progressista, quindi nella resistenza carnica non vanno cercate radici di democrazia e libertà, bensì la piena disponibilità ai principi rivoluzionari del leader Togliatti. Ne dà prova ineccepibile il DIARIO STORICO della Divisione Garibaldi-Carnia, documento del quale posseggo l'originale edito nel 1945, la cui premessa precisa: "...Vogliamo di questo MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO che non ha precedenti nella storia del nostro popolo fare una rapida esposizione, nè sperbi nè umili, fieri di un dovere compiuto. Ricordiamo al lettore che queste pagine sono rosse di sangue, frutto di sacrifici che l'umana parola non può dire....": Merita aggiungere che Nina Bocenina segretaria di Togliatti a Mosca,  riferendo in una sua memoria le affermazioni del leader, asserisce: “ Analizzando il futuro scenario politico dell’Europa, Togliatti affermava senza mezzi termini che “ le grandi scosse non sarebbero finite con la sconfitta della Germania fascista. Così come con l’insegnamento di Lenin, dalla prima guerra mondiale è scaturita la rivoluzione d’Ottobre in Russia…”.  La Bocenina  prosegue poi, riferendo nella stessa memoria che, Togliatti in occasione ad un incontro con alcuni quadri comunisti italiani, avvenuto prima della sua partenza di  per l’Italia fece la dichiarazione seguente: “Sta per arrivare il turbine nazionale che porrà fine al dominio del capitale e dell’ oppressione”. A parte questo, tornando alla Repubblica della Carnia 1944,  ritengo  lapidaria la frase scritta nel volume di memorie  dall’ufficiale  britannico Patrik Martin Smith :” Il 14 ottobre  tedeschi  e cosacchi entravano ad Ampezzo così segnando la fine della resistenza in Carnia. I membri della giunta riuscirono a rifugiarsi a Tramonti di Sopra, ma ormai non ci poteva essere alcuna pretesa di una “ Repubblica”…


3  giugno 2017                              
                                                   PIER ARRIGO  CARNIER







Pier Arrigo Carnier La vasta analisi da me affrontata in senso storico scientifico costituisce avallo che, nel breve spazio di una quindicina di giorni da fine settembre agli inizi di ottobre 1944, in cui gli elementi guida della Garibaldi, a fronte dei rastrellamenti tedeschi in atto, cercarono con stratagemmi fatui di fronteggiare il crollo della resistenza non vi poteva essere spazio per riflessioni in cui rintracciare oggi radici democratiche....


martedì 30 maggio 2017

PRESENTAZIONE VOLUME “COSACCHI CONTRO PARTIGIANI”- MURSIA EDITORE NELLA CITTA’ DI TARCENTO.




COMUNICATO

Venerdì  9 giugno  ad ore 17,30 presso la Biblioteca 
civica della città di Tarcento,  avrà luogo la presentazione del mio ultimo recente volume  COSACCHI CONTRO PARTIGIANI su espresso favorevole gradito assenso dell’Autorità comunale (Sindaco Mauro Steccati, Assessore alla cultura Beatrice Follador ) stante il “ riconosciuto interesse dell’iniziativa e la sua congruità alle attività culturali dell’Amministrazione”” .
La presentazione introduttiva, nella veste di relatore, sarà curata dal dottor Bruno Bonetti, bibliotecario responsabile con la presenza del sottoscritto autore  per lo sviluppo del conseguente dibattito. Mi fa piacere ricordare che, già diversi anni fà, su spontanea richiesta dell’allora Amministrazione presentai  altra mia pubblicazione in loco, con notevole partecipazione di pubblico. Era giunta gente da varie zone contermini del Friuli orientale e, per l'occasione, si era esibita la banda cottadina che, fra i motivi musicali, aveva incluso la marcia russa "Odessa" in  base allo spartito rinvenuto fra carte abbandonate, nell' aprile 1945, dai cosacchi in ritirata.
30 maggio 2017                           
                                            PIER ARRIGO CARNIER




Ho ricevuto, con molto gradimento, qualche telefonata da persone dei dintorni di Tarcento che intendono partecipare alla presentazione onde sentire da me delle precisazioni.
3 giugno 2017
                                             PIER ARRIGO CARNIER






































































































lunedì 29 maggio 2017

CALMUCCHI


COMUNICATO
Cari lettori e lettrici, non solo italiani, ma soprattutto amici slovacchi, russi, calmucchi, mongolici delle steppe dell’Asia, mi permetto di segnalarvi riguardo il mio post di 36.706 battute, riproposto il 18 maggio corr. sotto il titolo “CARNIA 1944 – TESTI- MONIANZA STORICA DI QUELL’ ESTATE PARTIGIANA CON CRUENTE RAPPRESAGLIE TEDESCHE E GRAVI CARENZE ALIMENTARI …” il testo di una recente aggiunta al paragrafo nr. 6 concernente la strage di oltre una dozzina di prigionieri calmucchi consumata dai partigiani nel 1945 in Carnia, a guerra cessata, in un’abetaia sulle falde del monte “Piz di Mede” sopra Zovello.

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“”….A questo punto non posso evitare di aggiungere, a proposito dell’eliminazione fisica dei prigionieri stante la mancanza di mezzi per il loro sostegno e di luoghi adatti per la custodia che, a guerra cessata tale possibilità sussisteva, peraltro imposta dalle norme internazionali a protezione dei prigionieri, ciò nonostante si verificarono stragi ed uccisioni singole passate tranquillamente sotto il silenzio. A onor del vero avverto un turbamento quando mi torna in mente un fatto di cui fui personalmente testimone. Nel pomeriggio del 3 maggio 1945, quando ormai l’enorme massa di cosacchi, attraversata la Carnia ( non meno di 100.000) alternativamente a forze tedesche aveva superato il Ploeckenpass che immette nell’ Austria, nel mio paese, passando accanto alla vecchia stazione ferroviaria, notai circa oltre una dozzina di soldati in uniforme in posizione di sosta, vigilati da un partigiano. Stavano sdraiati per terra con le spalle a la testa appoggiata allo zainetto. Mi avvicinai per fare loro qualche domanda in tedesco, con un certo disappunto del partigiano. Rivelavano nel fisico delle caratteristiche asiatiche: non alti, occhi a mandorla. Vidi nei loro sguardi, che fissavano il cielo, un’evidente depressione. Indossavano  un'  uniforme nuova di panno color verde betulla, tipico dei collaborazionisti dell’ Est, forse di un verde un po’più marcato : la giacca dal collo chiuso, classico delle divise tedesche, e le mostrine rettangolari, tinta arancione, con lance incrociate. Mi resi conto, ed ebbi conferma da successive indagini, che si trattava di appartenenti alle forze calmucche, popolazione asiatica e in parte insediata tra il basso Don ed il Volga, con cui i tedeschi, stante la forte disponibilità di prigionieri, avevano formato una grossa unità (Kalmichisches Kavallerie Korps). Probabilmente potevano essere elementi appartenenti a forze di detta unità giunti in Italia, e destinati negli ultimi tempi sul fronte del Po, ma si sarebbe potuto trattare anche di turco-mongolici appartenenti alla “ Ostürk. Waffenverband d. SS.” vale a dire “ Forze SS. turchi dell’Est” dislocate a Sondrio, Bergamo e in altre zone della Lombardia, per cui, trovandosi in ritirata assieme ad unità tedesche e cosacche, erano caduti in mano partigiana. Di lì a poco giunse un altro partigiano che aveva l’ aria del capo il quale, più che a parola a gesti, fece intendere che bisognava partire. Li vidi allontanarsi, sembravano dei giapponesi e provai pena per loro. Seppi successivamente che avevano attraversato il mio paese poi furono visti lungo la Val Calda. Queste notizie mi convinsero che qualcosa non funzionava in quanto, quali prigionieri, avrebbero dovuto essere concentrati verso i punti di raccolta , e quindi in direzione opposta, verso Tolmezzo ed Udine. Qualche tempo dopo appresi la notizia da dei pastori che, quei prigionieri, nell’ entità di oltre una dozzina dall’ immagine asiatica, scortati da partigiani, furono visti in sosta nel villaggio di Zovello per poi proseguire sulla mulattiera che porta nei boschi di “Costalops” sotto le malghe “Riumal” e “ Bosch da Piera”, zona dominata dal monte “Piz di Mede” dove, secondo voci, vennero uccisi. Via via nel tempo un imprenditore carnico di utilizzazioni boschive, di cui cito le iniziali (E.D.I.), mi dichiarò che i resti di quei prigionieri, furono rinvenuti da suoi boscaioli, sparsi all’ interno di un bosco nelle menzionata zona “Costalops” dove i partigiani li avevano lasciati insepolti in pasto a volpi erranti nelle notti. Egli stesso chiamato sul luogo, fece raccogliere quei pietosi resti e seppellire. Non mi fu detto, perlomeno non ricordo se, fra i resti, fosse stata trovata qualche “ Erkennungs Marke” (piastrino di riconoscimento). Mi auguro che i lettori non restino insensibili a questa storia di morte dai biechi risvolti, consumata dai partigiani con l’obbiettivo di far sparire le tracce per cui è mio auspicio che se ne parli, se ne diffonda la conoscenza...

28 maggio 2017 PIER ARRIGO CARNIER




NOTA IMPORTANTE. Il presente post è stato pubblicato il 20 giugno 2017 sill' importante quotidiano TRENTINO LIBERO ON LINE.


lunedì 1 maggio 2017

BOMBARDAMENTO TERRORISTICO DI UDINE. NOTA RISERVATA DELLA QUESTURA DI UDINE A SUA ECCELLENZA IL PREFETTO, DEL 20 MARZO 1945, RIFERITA ALLA BRIGATA "OSOPPO".


           
                   
L’ Organizzazione partigiana Osoppo, sorta ideologicamente nel 1944   a difesa del Friuli contro la minaccia  dell’ invadenza slava,  si insediò col il suo comando, nell’ estate,  nel sontuoso castello del conte Giacomo Ceconi a Pielungo nelle prealpi, scelta avventata e controversa rispetto gli elementari principi della guerriglia, come se i tedeschi non esistessero. Duramente e motivatamente criticati  i comportamenti di tale comando ed in genere del suo assieme organizzativo sul luogo, da uno dei suoi fondatori (Carlo Commessati “Spartaco”), riportati testualmente a pagine n.24-25   del mio recente volume “COSACCHI CONTRO PARTIGIANI”, l' organizzazione Osoppo si sciolse nell’ autunno 1944, dopo i grandi rastrellamenti tedeschi che avevano decisamente travolto e spezzato le reni alla resistenza, accogliendo la proposta del maresciallo britannico Alexander. 
In   data 20 marzo 1945, il Questore di Udine mediante lettera riservata personale  scriveva  all' Eccellenza il Prefetto, in riferimento all'attività partigiana:

"Nota fonte confidenziale informa che da parte della brigata "Osoppo" è stato chiesto altro bombardamento terroristico su Udine".

                                     firmato      Il Questore



Per quanto riguarda l'Osoppo, citata dal Questore, prescindendo dalla situazione della Garibaldi,  mi ricorre l'obbligo di precisare che, alla data del 20 marzo 1945,  mentre un nucleo di circa una ventina di osovani insediatosi a Porzus, il 7 febbraio 1945 era stato eliminato mediante esecuzione dai GAP comandati da "Giacca", esistevano residue  forze osovane costituite da  nuclei insediati in  zone isolate ed  alle stesse risultava ancora aggregato qualche esponente delle missioni alleate.


Riporto qui di seguito foto del testo originale.





 29 aprile 2017 
                                            PIER ARRIGO CARNIER


Nota importante. Il presente post è stato pubblicato il 21 giugno 2017 sul- importante quotidiano TRENTINO LIBERO ON LINE.


Pier Arrigo Carnier Ritengo che il documento di cui sopra con le relative precisazioni costituisca motivo di luce e reale conoscenza della verità sulle menzogne agiografiche che, nel corso del tempo, hanno infangato la storia. Mi auguro, fra l'altro, che cessino, come più volte ripetuto, le maleodoranti pietose falsità di "Carnia Libera 1944" o "Repubblica della Carnia" propagate da coalizioni paesane insipienti in quanto disinformate, da pennaioli di provincia e qualche vecchia farfalla. Mi permetto, con l'occasione, di segnalare l' incessante interesse dei lettori riguardo il post dal titolo COSACCHI: LO STRANO CONGRESSO DI VERZEGNIS, da me diffuso su questo sito il 12.09.2013 e ripubblicato , previa rilettura, il 5.08.2016. Trattasi di lavoro, da parte mia, inteso a fine costruttivo e correttivo delle pietose sciocchezze e storpiature emerse dalla pubblicazione degli atti di tale congresso che fu pagato con denaro pubblico...

12 ore fa



martedì 18 aprile 2017

La seconda guerra mondiale in Friuli Venezia Giulia

I cosacchi in Friuli, La resistenza, l'Ors di Pani, Mirko Arko

 



 

Dichiarazioni ad alto livello dello storico italiano Carnier Pier Arrigo su protagonisti e fatti incisivi della seconda guerra ed altre riferite alla resistenza ed alla Carnia.


Oggi 19.o4.2017. Vasto, forte incredibile interesse alle mia dichiarazioni di fondamento storico........Telefonate anche dall' Estero da fonti che sanno essere io depositario di testimonianze segrete ......Frequente la frase " ..lei ci ha aperto gli occhi a scoprire infanganti menzogne.....!!! Ritengo di fare prossimamente altre dichiarazioni rivelatorie . Voglio che veramente si sappiano alcune verità . 19 aprile 2017

venerdì 14 aprile 2017

NOTIZIE INFORMATIVE SULL’ANDAMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL MIO NUOVO RECENTE VOLUME “COSACCHI CONTRO PARTIGIANI



COMUNICATO

Agli interessati alla conoscenza di vicende storiche del Friuli Venezia Giulia, agli amici dellaSlovenia e Bosnia ed a quelli della Slovacchia che mi ricordano piacevolmente i tempi passati a Bratislava ed altrove con mia moglie Wanda, nell’allora vigente disciplina stalinista…
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Prendo occasione per dire qualcosa, rivolgendomi a chi gradisce ascoltarmi, confermando l’ andamento lusinghiero delle vendite e degli apprezzamenti del mio ultimo recente libro diffuso dalla MURSIA-Milano. E’ un lavoro che, partendo da vicissitudine dalla destra Tagliamento che meritavano un ‘esposizione relativamente l’attività partigiana, a me nota fin nei minimi risvolti, ed alle conseguenti dure repressioni tedesche con successiva dislocazione delle forze collaborazioniste, s’inoltra a percorrere, secondo giudizi espressi, un profilo ad alto livello con affermazioni storiche che, finora, nessuno aveva osato esprimere in ossequio alle verità vere ed inequivocabili. C’è una chiara definizione dell’andamento dei fatti all’ italiana che inchioda, nella loro sterilità, le abbondanti affermazioni agiografiche portate avanti per decenni, sempre regolate dall’ ossequienza al potere politico camuffando i veri obbiettivi resistenziali e nascondendo pertanto, alle giovani generazioni,  quel realismo storico di cui le stesse avevano ed hanno essenziale bisogno. C’è un chiaro riconoscimento che il filone portante resistenziale, nella sua forma dalla pretesa insurrezionale e dimensione non priva di evidenti difficoltà, stava a sinistra regolato dai principi della dottrina comunista o comunque progressista, c’è una chiara valutazione della debolezza ideologica e fattuale della corrente interventista clericale scioltasi poi , alla prova dei fatti, nel tardo autunno e in parte risorta per cogliere allori, negli ultimi giorni di guerra, sparando sul nemico in fuga.
Del monsignore Aldo Moretti ( Don Lino), guida della corrente clericale di cui io ho criticato i contenuti del ristretto limitato programma diffuso dal medesimo, si disse che nel dopoguerra silenziosamente si presentò nelle parrocchie della Carnia e del Friuli a chiedere la consegna, a scopo di studio ed utilizzo documentale, di diari o scritti riservati redatti dai parroci su vicende e su uccisioni per mano partigiana. Si tratterebbe di carteggi che poi mai sarebbero stati restituiti. Fra gli stessi esisteva una documentazione di preziose note che destò per lungo tempo il mio interesse di ricerca, redatta dal parroco di Paularo e dove, secondo voci insistenti, si attestava la verità sulla barbara uccisione, nel luglio 1944, di quattro pastori a malga Cordin, due dei quali erano ragazzi trovati morti con un colpo d’ arma in testa. Si trattava di uccisione che, sempre secondo voci, veniva attribuita ai partigiani e non ai tedeschi per cui le note parrocchiali erano estremamente preziose (Nota).

Le giovani generazioni hanno bisogno di capire i fatti nella loro ruvidità. Una ricerca della verità sia in Carnia che nel Friuli sul periodo dell’attività partigiana, diciamo in senso generale nella regione, non è mai stata affrontata nel giro di settant’ anni partendo dalla fine della seconda guerra, lasciando prevalere un clima schiavista e di ignavia a copertura di certi fatti col silenzio cui si aggiunge un carente limite culturale nella conoscenza ed una riluttanza nell’ esercizio del diritto di giudizio.
11 aprile 2017
PIER ARRIGO CARNIER


Nota
Ritengo di poter diffondere prossimamente nuove precisazioni sul ristretto limitato programma di don Lino ed altre notizie sulla corrente interventista di tendenza clericale (OSOPPO), con particolare riferimento alla vicenda PORZUS, che ritengo consentiranno di aprire gli occhi smantellando certe manipolazioni.