venerdì 6 aprile 2018

PRESENTAZIONE DEL VOLUME “COSACCHICONTROPARTIGIANI”- MURSIA-MILANO, ALLA BIBLIOTECA GUARNERIANA DI SAN DANIELE DEL FRIULI



La biblioteca guarneriana di San Daniele del Friuli è una delle più antiche d’Italia, fondata il 7 ottobre 1466, nacque quando l’ecclesiastico Guarnerio d’Artegna, vicario in spiritualibus e temporalibus del Patriarca d’Aquileia e pievano di San Daniele la cui attività era estesa ad individuare, acquisire e a trascrivere opere antiche, morendo, fece dono alla comunità di 173 estremamente preziosi manoscritti, in gran parte miniati, da lui raccolti nel corso della sua lunga operosa dedizione. In seguito, nel corso del tempo il patrimonio fondante della biblioteca fu arricchito. La guarneriana è quindi fonte documentale di rare conoscenze che affondano nell’ombra secolare, inevitabile punto di riferimento per gli studiosi protesi a discernere antiche verità e conoscenze, e comunque preziosa eccezionale fonte informativa. La responsabilità direzionale della biblioteca è affidata alla competenza della dott.ssa Elisa Nervi.
In anni lontani, su consiglio dello studioso e sacerdote Pio Paschini, carnico nativo di Verzegnis accreditato per un periodo in Vaticano, presentatomi a Tolmezzo dal tipografo-editore Moro, visitai la biblioteca guarneriana e, stante l’ antico patrimonio di volumi, ne trassi un senso di elevato apprezzamento.
Il 4 maggio p.v., alle ore 18,30 alla biblioteca guarneriana avrà quindi luogo, ovviamente io presente. la presentazione della mia recente ultima pubblicazione, dal titolo COSACCHI CONTRO PARTIGIANI”, edita nella collana storica della Mursia-Milano, relatore il prof. Giliberto Ganzer dalle note ed appropriate capacità illustrative, già direttore del Museo di Pordenone.
Il volume, diffuso dalla Mursia su piano nazionale, ha già avuto diverse presentazioni in sedi culturali appropriate, quali Porcia, Udine,Cordenons, Tarcento, Ragogna, Osoppo, ed altre, oltre a San Daniele, sono in programma. Nutrite in ogni presentazione le domande a me rivolte con conseguenti precisazioni da me fornite. Grosso interesse hanno sollevato alcune chiarificazioni storiche e, tra queste la netta smentita della versione politicizzata secondo cui “ Hitler aveva promesso la Carnia ai cosacchi, quale loro residenza stabile, contro l’impegno di eliminare la resistenza antitedesca”. I cosacchi, dopo la ritirata attraverso l’Ucraina e la Bielorussia, dall’ ultimo addiaccio a Zdunska Wola in Polonia nel 1944, mentre l’Armata Rossa sovietica si trovava sulla Vistola ad est di Varsavia, città dove i polacchi erano insorti contro i tedeschi, per decisione dell’ Alto comando tedesco furono trasferiti nel nord Italia quali forze di presidio essendo sorta dell’attività partigiana antitedesca. Questo il motivo del loro trasferimento.
Il libro nella sua strutturazione percorre il vertice dei fatti attraverso un’ analisi storicizzata nel rispetto del principio “causali ed effetti” per cui prescinde nettamente da qualsiasi propensione servizievole, intesa a spianare la strada a una preordinata conclusione regolata da interessi di parte.
Il capitolo nono del volume, pagina nr.103, è dedicato a PJOTR NIKOLAEVIC KRASSNOFF. Nel medesimo, su basi documentali ed ineccepibili testimonianze, si delinea il profilo storico militare del generale atamano dopo il suo arrivo il Italia nel febbraio 1945. Destituito dagli effettivi poteri militari sull’Armata Krassnoff fu quindi relegato a Villa di Verzegnis in Carnia, località posta ad alcuni chilometri ad ovest di Tolmezzo. Riporto qui una parte significativa del capitolo :” Le testimonianze provano concordemente che Krassnoff era sottoposto a costante e severa sorveglianza… L’atamano viveva quindi vigilato, non concedeva e non concesse confidenze ad alcuno, parlava solo con gli ufficiali del suo seguito e nessun civile potè mai avvicinarlo durante il periodo del suo soggiorno a Villa di Verzegnis” dal febbraio al 1 aprile 1945.

A San Daniele venerdì 4 maggio p.v. si parlerà quindi di cosacchi, vicenda che ha lasciato il suo segno per l’intrinseco fatto occupazionale a scopo di presidio con migliaia di cavalli e in taluni luoghi con la coabitazione, il che  comportò  sacrifici e disagi sopportati dalle popolazioni autoctone quali conseguenze della guerra, nella cui memoria tuttavia non si ravvisano motivi di risentimento e di odio, ma si riscontra la prevalente propensione alla rievocazione di ricordi sul piano umano e  spunti mitici, evocativi della grande epopea storica cosacca ampiamente celebrata dalla letteratura russa.
6 aprile 2018                                               CARNIER PIER ARRIGO

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