martedì 7 febbraio 2017

UNA STORIA MERAVIGLIOSA

Una storia meravigliosa




Egregio Kondrat Peryshkin, mi fa piacere che lei sia entrato in amicizia con me e poiché ho notato che lei vive a Kaliningrad desidero chiederle gentilmente un’ informazione. Nel lontano 1944-1945 io, italiano, allora giovane circa ventenne ho vissuto nel nord Italia assieme ai cosacchi dell’armata comandata dal generale Timofei Ivanivic Domanow e poi coi caucasici della Freiwilligen Brigade Nord Kaukasus del generale Sultan Ghirey Klitsch. Nel 1994 una donna cosacca di nome DJURA VERA ISAAKOVNA residente a 236041 KALININGRAD – via tal dei tali, scrisse a al Sindaco della cittadina di OSOPPO in Italia, spiegando che da bambina nel 1944-45 era vissuta coi cosacchi in detta cittadina e , nell’aprile 1945, aveva seguito la ritirata nell’Austria ed era stata poi consegnata dai vincitori inglesi ai sovietici e deportata in Siberia. Dopo undici anni di prigionia nei lager siberiani, con l’amnistia di Krusciow,  DJURA VERA  ISaAKOVNA venne liberata. Il sindaco di OSOPPO mi passò la lettera di questa donna con l’incarico di entrare il contatto per cui negli anni dal 1994 al 1997 vi fu tra me e lei uno scambio di corrispondenza molto interessante :  DJURA mi raccontò l’intera vicenda da lei vissuta e sofferta in quegli anni  di guerra. Egregio signor Kondrat Peryshkin le sarei molto grato se riuscisse a sapere  se DJURA, che avrebbe oggi 76 anni, sia ancora in vita.


Ieri, 06 febbraio, Kondrat mi scrisse di averla trovata perfettamente in vita , allo stesso indirizzo. Ed ecco le parole di Kondrat : <Caro Pierre. Ho trovato la DJURA VERA ISAAKOVNA. Grazie a Dio è viva e vegeta. Abitare allo stesso indirizzo a kaliningrad. Ha parlato con lei. Come possiamo stabilire un rapporto con lei? >

Ed ecco la mia risposta . Meraviglioso, incredibile caro KONDRAT PERSHKIN, sei stato bravo, molto cordiale, sei un cosacco d'onore !!! Il fatto che tu abbia trovato viva DIURA VERA ISAAKOBVNA mi ha commosso, non mi par vero. Conservo tutte le sue lettere, conservo le foto di lei e della madre, una bella cosacca. Furono ad OSOPPO in Italia, conobbero il terribile bombardamento dei caccia bombardieri americani provenienti dalla base di Foggia del 22 novembre 1944 che causò 200 morti, soldati, donne, bambini. (Penosamente i cosacchi, in quell'autunno gelido, abbandonati a sè stessi, non trovavano dove seppellire i loro molti....Immagini penose. Ho delle foto rarissime. Ho scritto e pubblicato al riguardo grandi articoli che conservo. Conservo anche delle foto di Djiura Vera e della madre.
Vera era bambina e con la madre visse la dura ritirata sulle alpi carniche, camminarono sulla neve, dormirono nelle stalle e per terra. Si ricordava che, nella valle Drava, c'era una chiesa bianca che le apparve come una luce all'inizio di un monte, che poi io andando a Lienz spesse volte, non solo alle commemorazioni della tragedia cosacca, constatai che quella chiesa bianca esisteva e la fotografai. Per queste cose ho provato grandi emozioni e tutto ciò veramente mi commuove, ho conosciuto mille storie di cosacchi. Caro KONDRAT se Vera ha un "E. mail" fammelo avere e dalle il mio E. mail, che tu conosci, a lei . Ti sono grato . Pubblicherò questa meravigliosa notizie con un post !!!

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Cari amici ed amiche, in particolare mi rivolgo a Eva Balikovà, Olga Morgun, Svetlana Egorova, Marie Therese Dazin leggete questa storia, una storia vera. Vera Isaakovna Djura è cosacca del Kuban una terra di cui mi è dato di conoscere molte vicende. Le forze cosacche del Kuban, inquadrate nell’Armata di Domanow stavano, per quanto concerne il periodo trascorso in Italia Cossackja, a Cavazzo Carnico, Gemona, Peonis, Enemonzo…. Come più volte già detto ebbi nel dopoguerra contatti con grande atamano e generale del Kuban Wiaceslav Naumenko che, alla fine degli anni sessanta inizio settanta, per suo desiderio incontrai in Austria nell’Osttirol sui luoghi della tragica consegna. Naumenko mi interrogò a lungo, come testimone al corrente dei fatti della Drava, ed insieme ci portammo lungo il fiume, a sud di Lienz ed Oberdrauburg, dove i cosacchi, vittime del suicidio collettivo per annegamento, erano stati in parte sepolti in fosse comuni, mentre ovviamente in certa parte, ritenuta consistente erano stati trascinati dalla corrente del fiume in piena a grandi distanze. Naumenko arresosi a fine guerra in Baviera agli americani, fu risparmiato alla consegna e portato negli USA dove fu sentito, come teste, dal Senato amerficano.
Tornando a Vera Isaakovna essa mi scriveva: “” La mia famiglia apparteneva ai “Kulak” ( ricchi proprietari). Vivevamo, come io stessa, nella stanitsa “Slavjanskaja”. I genitori furono spossessati della proprietà negli anni 30-40. Mio padre era un montanaro: lo ricordo con il mantello, la papakha (berretto di pelliccia del Caucaso) e il pugnale nella cintola. Mia madre mi insegnò dei canti del Kuban che venivano intonati dall’intera famiglia, insieme. Sempre mia madre mi insegnò a ballare la “lesghinca” e le poesie di Pushkin. Nel periodo trascorso ad Osoppo mio padre mi portava con sé in mezzo ai cosacchi, dove leggevo poesie e ballavo la “lesghinca”. Avevo allora sei anni “”
Molto altro vi sarebbe da dire.

07 febbraio 2017

PIER ARRIGO CARNIER, delegato ufficiale -per la storia- del 15° Corpo di cavalleria cosacca del generale von Pannwitz che combattè nei Balcani.


Molti i messaggi pervenutimi da più fonti. Ne riporto uno con relativa mia risposta.
Valeria Romanin : magia di internet e succedono le cose più impensate, quello che ci sembra impossibile diventa possibile come questo contatto che è come un piccolo miracolo. Interessante e commovente racconto di vita vissuta, grazie ancora Signor Carnier, è sempre piacevole leggerLa! Cordialità!

Mia risposta.
Grazie amabile splendida Valeria Romanin per l'attenzione al caso Diura Vera Isaakovna. Ha toccato un punto di profonda delicatezza. Leggendo molti anni addietro le lettere di Vera e rileggendole oggi, riaffiora in me la visione fantasmica della bambina cosacca seienne che in lei s'imponeva sulle circostanze di guerra, dettata dalla natura del mondo cosacco, gravido di fantasie, di sferzanti entusiasmi, brividi eroici ed anche di profonde depressioni morali. Nel corso della ritirata densa di vicende, camminando nella valle Drava, dopo il passo del Gailberg, con i piedi gelidi nelle scarpe bagnate dalla neve, Vera Isaakovna rimase colpita, nella sua memoria, dalla visione  di una chiesa bianca che le apparve come una luce. In anni lontani tornando in Austria dov' ero di casa, spinto da sensazioni extraterrene, cercai quella chiesa, la trovai e ne conservo la foto. In realtà io non cercavo la chiesa, ma volevo rivivere lo stupore della visione che Vera Isaakovna aveva provato riportandomi istantaneamente alle circostanze di fine guerra da me ugualmente vissute. I ricordi hanno un loro profumo, portano delle scintille di vita, di stupore, di felicità ideale...


PIER ARRIGO CARNIER

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