mercoledì 28 giugno 2017

COMUNICATO STRAORDINARIO

         

 Il documento ineccepibile, datato 20 marzo 1945,irm at o  al Questore di Udine della richiesta da parte della brigata OSOPPO di altro bombardamento terroristico su Udine e la rivelazione  del massacro dei calmucchi, par mano partigiana , a guerra cessata in Carnia, hanno allargato lo squarcio di conoscenze sul certo panorama enigmatico,  buio e trincerato delle  vicende partigiane facendo emergere delle pesanti verità. Entrambe le notizie sono state diffuse a mia firma anche dal noto quotidiano TRENTINO LIBERO. Tutto ciò con lusinghiero sollievo di molti, sulla base degli assensi pervenutimi  non solo dall’Italia ma ben oltre. Il colpo è stato avvertito dai pretesi piccoli profeti di paese di conoscenze partigiane, in realtà misconosciuti ma perfidi elementi fermi su squallide arrugginite persuasioni . Tornerò , sotto il profilo storico basato su prove, su vicende criminose dimenticate non per ferire l’autentica resistenza intesa come legittima difesa della dignità nazionale verso la quale ho sempre avuto  il dovuto rispetto.  Nel solo Tribunale di  Tolmezzo, a fine seconda guerra, esistevano in sede penale, oltre trecento procedimenti per  omicidi, furti e violenze. Ricordo ad esempio, lì per lì, l’assassinio dimenticato di due donne georgiane sopra Zuglio . Tornerò sull’ argomento Osoppo questa  brigata nata con la gloriosa pretesa di salvare il Friuli orientale dall’invasione slava ma che, in tal senso, non  sparò nemmeno un solo colpo. Posseggo una splendida memoria critica stesa da un parroco del Friuli orientale  documento che,  dettagliatamente,  evidenzia l ‘operato negativo dell’ Osoppo… Tornerò sullo squallido programma di detta Organizzazione, già squalificato nei contenuti nel mio ultimo volume “COSACCHI CONTRO PARTIGIANI””, titolo appropriato e indovinato,  ed anche su don Lino che, nell’immediato dopoguerra, secondo insistenti voci, si sarebbe presentato in  varie parrocchie della Carnia, a Paularo ad esempio, e avrebbe chiesto di farsi custode di certi diari redatti dai parroci contenenti gravi annotazioni riguardo l’operato dei partigiani, diari  che in realtà gli sarebbero stati consegnati ma, a quanto pare sempre secondo voci, non sarebbero stati restituiti. Riguardo don Lino allorchè la Mursia, nel 1982, lanciò la prima edizione del mio volume”lo STERMINIO MANCATO” cui altre seguirono,  rammento che avesse avuto qualcosa dire. Pare gli dispiacesse, spero di non sbagliarmi, che io avevo dato credito ad alcune affermazioni tedesche. Ma taglio corto, nemmeno voglio perdere altro tempo su questo prete che a mio giudizio non disponeva di cognizioni e di preparazioni specifiche, sul terreno miliare, politico ed operativo per orsi a mio li vello e permettersi di  entrare nel merito del mio lavoro. “LO STERMINIO MANCATO” come “L’ ARMATA COSACCA IN ITALIA 1944-1945” altra mia opera su cui la RAI-TV nazionale di Roma ha realizzato il  film “KOSSAKJA” della durata di due ore, non dovrei dirlo io, sono due volumi considerati fondamentali sotto il profilo storico. Lo “STERMINIO MANCATO” fu depositato negli anni ottanta, dal noto storico britannico e docente di Oxford, prof. Gerald Fleming, al processo di Israele quale prova storica nei riguardi dell’ucraino Ivan Demjaniuk, estradato dal Canadà a già condannato a morte su accusa di Simon Wiesenthal di essere il “Boja di Treblika”. Per tale vicenda la Suprema Corte di Giustizia di Israele inviò in Italia contattarmi, previe intese tramite l’Ambasciata d’Italia di Tel Aviv, una missione guidata dal giudice dott. Michael Horowitz, accompagnato da due agenti del Mossad (Servizi Segreti) con relativi interpreti ed all’incontro, che durò un’intera giornata nella mia residenza in Porcia di Pordenone, prese parte ufficiale anche il capo della DIGOS di Trieste, dottor Abbate. Già condannato a morte in prima istanza il Demjaniuk venne prosciolto dalla menzionata imputazione e rimesso in libertà sulla base degli elementi determinanti contenuti nel menzionato mio volume, suffragati da materiale probante da me consegnato al giudice Horowitz alla fine del menzionato incontro  e da me confermato, in quanto chiamato a deporre in sede di giudizio, dinanzi al magistrato. Pubblicherò, probabilmente certi brani di memorie che scottano     consegnatemi dal partigiano “Rosso”, comandante il battaglione “Giornate Nere” ed altri brani di Katia (Gisella Bonanni). Ma c’ è molto altro, vicende che i piccoli profeti di paese ignorano riguardo la questione Porzus e la figura di  “Giacca” (Toffanin Mario), in ogni caso graziato al presidente Pertini, su cui ho pubblicato a suo tempo diversi articoli spiegando le motivate causali che dettero luogo all’esecuzione per cui non  si trattò di eccidio. Vi sono sedi straniere, Mosca e Washinton, ched registrano da tempo quanto vado pubblicando. Da suo lato il mio ultimo volume “COSACCHI CONTRO PARTIGIANI”,  procede meravigliosamente nella diffusione. Trattasi di  saggio storico che, partendo dalla vicenda introduttiva dell’insediamento di forze collaborazioniste cosacco-caucasiche nel Friuli occidentale, ripercorre  eventi rilevanti e ne trae  l’epilogo sotto il profilo storico. Bruciano certamente a taluni le mie affermazioni sostenute da prove che l’attività partigiana fu travolta dai grandi rastrellamenti fine estate autunno, come infatti avvenne  per cui la menzogna di una resistenza  costantemente efficace ed attiva, predicata nelle scuole e in conferenze di parte, cade a precipizio nel vuoto.

23 giugno 2017

                                                PIER ARRIGO CARNIER

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