mercoledì 14 giugno 2017

UN FORTE IMPATTO...



Un forte impatto ha creato la rivelazione del massacro, meglio dire assassinio, da me diffusa via Internet della dozzina ed oltre di prigionieri calmucchi, finiti fucilati od abbattuti con scariche di mitra, a guerra ormai cessata, all'interno di un bosco sulla falde del "Piz di Mede" in Carnia, monte di cui negli anni giovani conoscevo mulattiere, sentieri e malghe . Atto infamante della violenza contro gli indifesi, consumato dai partigiani e, in ogni caso,il nobile ricordo di quei calmucchi di fede Buddhista, che io vidi coi miei occhi e nei cui sguardi lessi la desolazione di una morte scontata, si alza nel silenzio delle falde del monte menzionato quale imperituro severo monito di condanna del male. Una voce di donna mi ha telefonato da posto pubblico, a mio giudizio carnica, dal timbro di voce senza dichiararsi, espressamente precisando di voler mantenere l’anonimato (si sentiva che aveva vicino altre donne), chiedendomi all'incirca il luogo di morte di quei calmucchi ed io, in qualche modo gli detti un' indicazione naturalmente del tutto approssimativa. Mi disse che proprio adesso in giugno, verso la fine o un po' più avanti salirebbe su quel luogo a posare simbolicamente un mazzo di fiori di montagna, rododendri ed altri, con l'intento di adempiere ad desiderio di ricordare quelle vittime, gente venuta all'immensità dell'Asia a morire in un bosco solitario della Carnia.
14 giugno 2017 
PIER ARRIGO CARNIER


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