giovedì 29 giugno 2017

INTERVENTO AGGIUNTIVO SUL POST SPIGOLATURE DA INTERMEZZO.


 L'interesse sul menzionato post si propaga, dettato dalla clamorosa notizia sull' OSOPPO, riguardo le richieste dei bombardamenti terroristici su Udine e sull'immagine dell' osovano don Lino.... Ma vi sarà dell'altro. In base alle chiamate che ricevo e alle richieste di precisazioni vedo che la mia posizione si fortifica. Anche ieri i mi hanno chiamato dalla Val Canale invitandomi a parlare del caso "Olmo". Prima però dovrò riprendere l’argomento Osoppo su particolari che riguardano l'azione Porzus, tenendo conto anche, a tal proposito, di un mio lungo colloquio a Lubiana con Edward Kardelj, l'uomo forte dopo Josip Broz Tito, creatore dell' Autogestione nella Federativa Iugoslava.
Mi attardo ora sul fatto che, un amico della Carnia ha ritenuto di informarmi che, via radio o televisione locale, è stata o sarebbe stata pronunciata nei miei riguardi una frase del tutto speciosa o meglio tendenziosa che cioè, nel riferire sul massacro per mano partigiana dei cosacchi di Avasinis, circa un centinaio, io avrei dato un ‘informazione incompleta omettendo di riferire che, su Avasinis, da parte delle SS. tedesche, c’era stata la rappresaglia del 2 maggio 1945. L’ osservazione tenderebbe a far credere, con tono scolastico e non certo con carisma storico, una mia propensione a regolare in certo modo la versione dei fatti, ma si tratta invece, per ragioni d’invidia, di un labile tentativo di critica in quanto i due fatti, sotto il profilo storico, sono del tutto indipendenti. Certe sciocchezze si dicono in Carnia, d parte di taluno o taluna, mancando nell’ ambiente una concreta base storico scientifica .( Vale a dire un nucleo di autori noti ad alto livello per opere storiche diffuse da editori nazionali, non certo locali, a cui potersi rivolgere e dialogare su determinati argomenti. Nei diciotto anni in cui vissi a Venezia per ragioni professionali avevo questi contatti in parte nella stessa città e taluni anche all’estero, che furono fondamentali per la mia formazione culturale. L’ambiente carnico, con una popolazione spaventosamente ridotta al punto da non poter nemmeno utilizzare il termine popolo, ha comunque delle inevitabili limitazioni per cui non puoi aspettarti nulla di eccezionale, c’e sempre sia nei pensieri che nei comportamenti quel retrivo marchio paesano...)
 La resa dei cosacchi del presidio di Avasinis, mentre le restanti forze dell’Armata e relativi profughi evacuavano in ritirata, avvenne verso fine aprile e quindi prima del 2 maggio data della rappresaglia tedesca.Detta resa fu proposta dai partigiani con l’appoggio del parroco don Zossi mediante l’interprete Venturini Kozlova, (posseggo il documento) e garantiva loro, una volta prigionieri. la protezione sancita dalle norme internazionali con la precisazione fondamentale che sarebbero stati consegnati, non ai sovietici, ma agli alleati.
Tale impegno responsabilmente assunto non venne affatto rispettato ed anzi fu vigliaccamente calpestato dai partigiani associati della Garibaldi ed Osoppo. I cosacchi, circa un centinaio, trascinati sulle montagne furono massacrati e i loro corpi, fallito il tentativo di bruciarli con del carburante, furono abbandonati senza sepoltura, in violazione di ogni principio civile e morale. E’ una vergogna incancellabile su cui vi sarebbe parecchio da dire e mi conforta il fatto di essere stato io, nel 1982, con la pubblicazione del mio volume “Lo Sterminio Mancato”-Mursia pagine 418, a denunciare tale massacro, diversamente la vicenda, come altre, sarebbe finita insabbiata e quindi nel silenzio.. Tenni a tal proposito delle conferenze ad Avasinis nella chiesa gremita con molte donne vestite di scuro, dove le mie dichiarazioni furono ascoltate. Erano gli anni ottanta. Mentre trattavo l’argomento rammento che, una di quelle donne scure si alzò dal banco ed uscì di chiesa: era la moglie di uno degli autori del massacro. Il sindaco di Trasaghis, di cui fa parte la frazione di Avasinis, rispettò la mia la linea di comportamento e fu cortese con me.
La rappresaglia tedesca su Avasinis da parte di forze stazionate ad Ospedaletto a garanzia della ritirata sulla nazionale Udine-Tarvisio, attuata da reparti delle Waffen SS. sulle cui unità ho una precisa nota sui corpi di appartenenza, avvenne il 2 maggio 1945 quando le forze cosacche erano già evacuate. L' azione di rappresaglia fu causata da un attacco alle forze in ritirata, con conseguenti vittime, attuato da un nucleo partigiano che fu visto ritirarsi su Avasinis.
Ripeto quindi, come dimostrato, che i due fatti sono indipendenti per cui la rappresaglia tedesca del 2 maggio su Avasinis, rimane fuori dalla sfera di giudizio per tentare una giustificazione storica sul massacro del centinaio di cosacchi, donne e bambini di cui, se ben ricordo,uno due in fasce.
29 giugno 2017                                               PIER ARRIGO CARNIER

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